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Giovedì 25 Novembre 2010 10:58

L’Associazione Camminare Insieme è nata nel 1993, raggruppando persone provenienti sia dagli ambienti religiosi delle comunità parrocchiali torinesi, sia da ambienti laici, con l’obiettivo comune di fornire assistenza medica qualificata e gratuita alle persone che non possono usufruire del Servizio Sanitario Nazionale.

La storia dell'Associazione

  • Nell’aprile del 1993, un gruppo di persone decide di manifestare la propria solidarietà verso i più poveri ed emarginati, dando vita a un progetto di assistenza basato sul volontariato e affrancato da qualsiasi logica di appartenenza politica o religiosa.
  • Nasce allora l’Associazione Camminare Insieme.
  • Proprio all’inizio degli anni Novanta cominciavano a manifestarsi in maniera sempre più evidente molti problemi legati al fenomeno dell’immigrazione, tra i quali la tutela della salute degli immigrati, regolari e non. Così nacque l’idea di aprire un ambulatorio dedicato a tutti coloro che non potevano usufruire del Servizio sanitario nazionale.
  • La prima difficoltà fu di individuare una struttura da adibire ad ambulatorio, considerando la limitatezza delle risorse economiche; ma finalmente, dopo mesi di ricerche, venimmo a sapere che erano disponibili i locali dell’Ospedaletto Santa Filomena, che la marchesa Giulia di Barolo aveva fatto erigere nel 1834 per la cura dei più poveri.
  • Questi locali vennero concessi alla nostra Associazione in comodato gratuito dall’Opera Pia Barolo e così, con poca spesa e tanto lavoro da parte di un nutrito gruppo di scout e volontari, furono ristrutturati e giudicati idonei per dare inizio all’attività del poliambulatorio.
  • Intanto, mentre la ristrutturazione dei locali procedeva, si formava un gruppo di volontari, medici e non, che progettarono in dettaglio l’organizzazione del futuro ambulatorio.
  • Il primo finanziamento importante, che ci permise di acquistare due riuniti di seconda mano per lo studio dentistico, fu quello di Specchio dei Tempi. L’apertura ufficiale dell’ambulatorio avvenne il 28 febbraio 1994. Il primo paziente si chiamava El Kamel, contadino, padre di sette figli, veniva dal Marocco e si trovò circondato dalle premure di quattro o cinque volontari. Oggi, a quindici anni di distanza, hanno varcato il portone di via Cottolengo 24/A più di 100.000 persone. I volontari che hanno prestato servizio in tutti questi anni sono stati più di 560, con una presenza stabile di 100 volontari in attività.
  • All’inizio non potevamo prevedere se e quanto il nostro impegno sarebbe stato utile, ma su alcuni punti eravamo tutti d’accordo: volevamo andare incontro a dei bisogni reali e volevamo che ognuno dei volontari mettesse a disposizione, valorizzandola in maniera adeguata, la propria professionalità.



Ultimo aggiornamento Sabato 27 Novembre 2010 18:17
 

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